Google Workspace per le associazioni: requisiti, passaggi e limiti

Google Workspace è gratis per le associazioni idonee: verifica Goodstack, un sito che funzioni, 100 TB condivisi, le versioni a pagamento e cosa non fa.

In questo articolo (10)
  1. Che cosa offre davvero Google alle associazioni
  2. La tua associazione è idonea?
  3. Prima della richiesta: un dominio e un sito che funzioni
  4. Passo dopo passo, dalla richiesta ai primi indirizzi
  5. Usi già nostraassociazione@gmail.com?
  6. I limiti da conoscere
  7. Microsoft 365 per il non profit: l’altra opzione gratuita
  8. Avere gli indirizzi non è ancora un modo per rispondere insieme
  9. Quando più volontari rispondono ogni settimana
  10. Domande frequenti

Un’associazione regolarmente costituita può avere Google Workspace senza pagare: l’edizione Google Workspace per il non profit costa 0 € per utente al mese e ti dà indirizzi con il tuo dominio. In cambio, Google chiede una richiesta verificata da Goodstack, un nome di dominio e un sito che funzioni davvero. E una volta creati gli indirizzi, resta una domanda a cui Workspace da solo non risponde: come fanno più volontari a rispondere alle stesse email senza pestarsi i piedi.

Questa guida segue la procedura dall’inizio alla fine, con i tempi indicati da Google e i punti in cui le richieste si bloccano.

Che cosa offre davvero Google alle associazioni

L’edizione gratuita comprende, secondo la pagina dell’offerta rilevata a ottobre 2026:

  • indirizzi email professionali con il dominio dell’associazione,
  • videoriunioni fino a 150 partecipanti,
  • 100 TB di spazio di archiviazione condiviso tra tutti gli utenti,
  • controlli di sicurezza e di gestione, con assistenza standard.

La scheda dell’edizione aggiunge i Drive condivisi, AppSheet Core e l’app Gemini. Il tetto è di 2000 utenti, con un dettaglio che poche guide citano: un account nuovo può aggiungere fino a 300 utenti, e per andare oltre bisogna contattare l’assistenza Google Workspace. Per un’associazione di quartiere, nessuno dei due numeri sarà un ostacolo.

Se ti serve di più, Google vende le sue edizioni a pagamento con uno sconto:

EdizionePrezzo per utente al meseSconto indicatoChe cosa aggiunge
Google Workspace per il non profit0 €Gratis150 partecipanti, 100 TB condivisi
Business Standard3,40 € con impegno annuale, 4,05 € con fatturazione mensile75%Registrazione delle riunioni, 2 TB per utente
Business Plus5,91 € con impegno annuale, 7,09 € con fatturazione mensile72%500 partecipanti, 5 TB per utente, Vault
EnterpriseNon indicatoOltre il 70%1000 partecipanti

Prezzi in euro dalla pagina italiana di Google, rilevati a ottobre 2026. Per la maggior parte delle piccole associazioni, l’edizione gratuita basta. Il primo motivo per pagare è spesso la registrazione delle riunioni, che l’edizione gratuita non include: se registri in video l’assemblea dei soci, controlla questo punto prima di scegliere.

La tua associazione è idonea?

Google pone tre condizioni generali: essere registrata come organizzazione di beneficenza in uno dei paesi che copre, rispettare il requisito specifico di quel paese e accettare i termini di servizio aggiuntivi di Google per il non profit.

Per l’Italia, la pagina dei requisiti elenca le forme accettate: associazione, fondazione, cooperativa sociale, ONLUS, ONG internazionale registrata presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, organizzazione religiosa e altra organizzazione non profit. In ogni caso la verifica passa da Goodstack.

Tre categorie sono escluse:

  • gli enti e le organizzazioni governative,
  • gli ospedali e le organizzazioni sanitarie, ma sono idonee le fondazioni o le divisioni di beneficenza a loro collegate,
  • le scuole, gli istituti accademici e le università, ma sono idonee le loro divisioni filantropiche.

Un’associazione dei genitori costituita come associazione a sé non è una scuola, quindi in linea di principio è idonea. La scuola invece no. Il caso delle associazioni dei genitori è spiegato meglio in creare un indirizzo email per un’associazione.

Tieni a portata di mano i dati di registrazione. Google chiede in genere un numero di identificazione univoco rilasciato dall’ente governativo o di registrazione competente, ma la sua pagina sugli identificativi per paese non indica quale per l’Italia. Prepara quindi il codice fiscale dell’associazione, che gli enti non commerciali richiedono all’Agenzia delle entrate con il modello AA5/6, e, se l’associazione è iscritta, il numero di iscrizione al RUNTS, il Registro unico nazionale del Terzo settore istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Se l’associazione si è registrata da poco, Google avverte che i suoi dati possono impiegare un po’ di tempo a comparire nei database ufficiali.

Prima della richiesta: un dominio e un sito che funzioni

Google Workspace fornisce gli indirizzi, non il dominio. Ti serve nostraassociazione.it o simile, acquistato presso un registrar. I prezzi variano molto: un dominio .it costa al rinnovo da meno di 10 € a oltre 30 € l’anno IVA esclusa, a seconda del registrar. Rilevato a ottobre 2026, OVHcloud lo registra a 2,99 € IVA esclusa (3,65 € IVA inclusa) il primo anno e lo rinnova a 8,99 € IVA esclusa (10,97 € IVA inclusa), mentre Gandi lo propone a 4,99 € IVA esclusa il primo anno in promozione e lo rinnova a 31,98 € IVA esclusa l’anno. Intestalo all’associazione, non al tesoriere: tutti gli indirizzi che creerai dipenderanno da quel dominio.

Il passaggio che fa naufragare le richieste è il sito. Per attivare Workspace, Google controlla che il dominio porti a un sito che:

  • sia pienamente funzionante e non mostri soprattutto contenuti segnaposto, come pagine «Prossimamente» o «In costruzione»,
  • corrisponda chiaramente al nome dell’organizzazione, alla sua sigla riconosciuta o al suo marchio ufficiale,
  • mostri dati come il codice identificativo dell’organizzazione, un indirizzo fisico o una chiara dichiarazione della sua missione.

Molte piccole associazioni hanno un dominio senza sito, o con la pagina di parcheggio lasciata dal registrar. Se è il tuo caso, prepara prima una pagina semplice e onesta: chi è l’associazione, che cosa fa, il suo codice fiscale o numero di iscrizione, il suo indirizzo. Google non chiede un sito bello. Chiede la prova che il dominio è dell’associazione.

Passo dopo passo, dalla richiesta ai primi indirizzi

  1. Scegli l’account Google che farà la richiesta. Evita l’account Gmail personale della presidente. Usa un account intestato all’associazione, con credenziali e dati di recupero annotati nei documenti dell’associazione: quello che esiste già, se c’è, oppure uno nuovo. Ci torniamo più avanti.
  2. Presenta la richiesta su Google per il non profit. Fai clic su «Inizia» e segui i passaggi, con i dati di registrazione a portata di mano. Se l’associazione ha già un account, Google ti guida a richiedere l’accesso invece di aprirne un secondo.
  3. Aspetta la verifica di Goodstack. Goodstack controlla le informazioni legali e programmatiche dell’associazione. Tieni d’occhio le email di verifications@mail.goodstack.org, anche nella cartella Spam. Google indica che la maggior parte delle richieste viene esaminata in 2-14 giorni lavorativi, e la maggior parte delle verifiche di Goodstack in 3-5 giorni lavorativi.
  4. Attiva Google Workspace. Ogni prodotto di Google per il non profit va attivato separatamente: l’approvazione da sola non ti dà ancora Workspace. La stessa approvazione apre anche Google Ad Grants, il Programma non profit di YouTube e i crediti Google Maps Platform, che questa guida non tratta.
  5. Registrati alla prova gratuita di 14 giorni offerta dal tuo account Google per il non profit, poi verifica il dominio presso il registrar, seguendo le istruzioni di Google.
  6. Aspetta la revisione del dominio. Google indica che la sua revisione richiede in genere 3-5 giorni lavorativi, e può chiedere altre informazioni se il legame tra l’associazione e il dominio non è chiaro.
  7. Crea gli indirizzi per funzione: info, segreteria, tesoreria. Funzioni, mai persone. La nostra guida per creare un indirizzo email per un’associazione spiega perché.

Conta più o meno da una a quattro settimane tra la prima richiesta e il primo indirizzo, più il tempo per fare il sito, se non c’è ancora.

Prima della prima email ai soci, controllate i record MX, SPF, DKIM e DMARC del nuovo dominio con il nostro test gratuito di recapito.

Usi già nostraassociazione@gmail.com?

È il punto di partenza più comune, e non serve ricominciare da zero.

Quell’account può fare la richiesta. Google non dice quale account debba chiedere l’accesso. Se l’associazione controlla davvero nostraassociazione@gmail.com, cioè se più persone del consiglio direttivo possono accedere e il telefono e l’indirizzo di recupero non sono quelli di un ex presidente, usalo invece di aprire l’ennesimo account. Altrimenti, riprendine prima il controllo.

Puoi portare con te le vecchie email. Una volta creato info@nostraassociazione.it, lo strumento di importazione dei dati della Console di amministrazione di Google Workspace può importare le email di un account Gmail personale. Devi aver eseguito l’accesso come super amministratore. Così conservi lo storico degli scambi con i soci, il Comune e i partner.

Il vecchio indirizzo non sparisce. Soci e partner continueranno a scrivere all’indirizzo gmail.com per mesi. In quell’account, attiva l’inoltro automatico al nuovo indirizzo: Gmail invia un link di verifica all’indirizzo di destinazione, poi inoltra tutti i nuovi messaggi tranne lo spam. Tieni attivo l’inoltro almeno per una stagione.

Avvisa i tuoi contatti. Un’email ai soci, il nuovo indirizzo sul sito, sui moduli di iscrizione e nella firma di ogni volontario. Basta un modello:

Esempio di email

Ciao a tutti,

cambiamo indirizzo email. D’ora in poi scriveteci a info@nostraassociazione.it. Il vecchio indirizzo, nostraassociazione@gmail.com, resta attivo ancora per un po’ e ci inoltra i vostri messaggi, ma vi chiediamo di aggiornare la rubrica.

Grazie e a presto!

I limiti da conoscere

Lo spazio è condiviso. I 100 TB sono un totale per tutta l’associazione, non una quota a persona. È tanto per un’associazione, ma è un’unica riserva comune.

Niente registrazione delle riunioni nell’edizione gratuita. Parte da Business Standard.

Tutto dipende dall’account di amministrazione. È questo il vero rischio. La storia tipica: la presidente fa la richiesta con il suo indirizzo personale nel 2026, si trasferisce nel 2029, e il nuovo consiglio direttivo scopre che nessuno riesce ad aprire la Console di amministrazione. Nomina almeno due amministratori, annota chi sono e aggiungili alla tua checklist per il cambio del consiglio direttivo. La nostra guida al passaggio della casella tra volontari descrive la procedura.

Un rifiuto non è definitivo. Se la tua associazione non è risultata idonea, Google ti permette di inviare una nuova richiesta dopo aver risolto ciò che l’ha bloccata, il più delle volte il sito o i dati dell’associazione.

Microsoft 365 per il non profit: l’altra opzione gratuita

Anche Microsoft ha un piano gratuito. Sulla sua pagina italiana dei piani per le organizzazioni no profit, rilevata a ottobre 2026, Microsoft 365 Business Basic è presentato come una sovvenzione, gratuita fino a 300 utenti. Include le versioni web e per dispositivi mobili di Word, Excel, PowerPoint e Outlook, la posta elettronica aziendale con il tuo dominio e 1 TB di spazio nel cloud per utente. I piani a pagamento indicano 3,03 € per utente al mese IVA esclusa per Business Standard e 4,77 € per Business Premium, con pagamento annuale, e Microsoft presenta Premium con uno sconto del 75%.

Tre condizioni cambiano il confronto per un’associazione di volontari:

  • Chi può usare le licenze gratuite. Secondo le domande frequenti della pagina dei piani, le concessioni sono previste solo per i dipendenti retribuiti e per il personale esecutivo non retribuito della direzione. La pagina di Microsoft sui requisiti precisa questi ruoli: consiglio direttivo, presidente, dirigenti, direttore esecutivo e direttori esecutivi dei programmi. Un’associazione senza dipendenti può quindi dotare gratis il proprio consiglio direttivo. Gli altri volontari possono usare solo i piani scontati, e i soci, i partecipanti ai programmi e i donatori nessuno dei due.
  • L’uso. Microsoft chiede di mantenere un uso attivo di almeno l’85% delle licenze assegnate, altrimenti l’organizzazione rischia l’esclusione da future concessioni.
  • I tempi. La conferma dell’idoneità può richiedere fino a sette giorni lavorativi.

Entrambe le offerte ti danno indirizzi con il tuo dominio senza spendere nulla. Google è meno restrittivo su chi può avere un indirizzo gratuito. Microsoft è più adatto se il tuo consiglio direttivo lavora già con Word e Outlook e chi controlla la casella fa parte del consiglio.

Avere gli indirizzi non è ancora un modo per rispondere insieme

Workspace dà a ogni volontario un indirizzo suo. Ma l’indirizzo di contatto resta una sola casella, e torna la domanda di partenza: chi risponde a quale email?

Google ha tre risposte, e non fanno la stessa cosa:

  • La delega di Gmail. Fino a 1000 delegati su un account di lavoro, di solito 40 contemporaneamente. Ognuno apre la casella dal proprio account senza condividere la password, ma nessuno vede chi si sta occupando di cosa. Leggi i limiti della delega di Gmail.
  • La casella collaborativa di Google Gruppi. Aggiunge l’assegnazione di una conversazione, con un’email di notifica alla persona assegnata, e stati di risoluzione come Completata, Nessuna azione necessaria o Duplicata. Richiede permessi di moderazione impostati correttamente.
  • La casella condivisa nativa. Google la sta rilasciando in fasi, e le versioni supportate che indica sono Business Starter, Business Standard e Business Plus. A ottobre 2026 l’edizione per il non profit non compare in quell’elenco.

Nessuna ti mostra che un’altra persona sta scrivendo proprio ora una risposta alla stessa email, e nessuna ti permette di lasciare una nota per il team collegata all’email. Confrontiamo queste opzioni nel dettaglio in casella condivisa con Google Workspace per un piccolo team.

Quando più volontari rispondono ogni settimana

Se una sola persona controlla l’indirizzo di contatto, la delega basta e non ti serve altro.

Quando due o tre volontari rispondono ai soci, Trupeo si collega all’indirizzo Workspace che hai appena creato. Ognuno entra con il proprio account. Ogni email può essere affidata a qualcuno e ha uno stato: Da assegnare, In corso, Fatto. Lasci note per il team e vedi quando un altro volontario sta già rispondendo. L’indirizzo resta su Google: se smetti di usare Trupeo, continua a funzionare.

Le associazioni e le scuole verificate hanno lo sconto del 50%: 5 € per casella collegata al mese IVA esclusa per 2 persone, 10 € da 3 persone. Scopri la nostra offerta per le associazioni e i nostri prezzi.

Domande frequenti

Google Workspace è davvero gratis per le associazioni?

Sì, per le organizzazioni idonee: l’edizione Google Workspace per il non profit costa 0 € per utente al mese. Il dominio invece lo paghi: un .it costa al rinnovo da meno di 10 € a oltre 30 € l’anno IVA esclusa a seconda del registrar, rilevato a ottobre 2026. Le edizioni superiori sono a pagamento, con uno sconto dal 70% al 75% a seconda dell’edizione.

Chi può accedere a Google per il non profit?

Le organizzazioni registrate come organizzazioni di beneficenza in un paese coperto da Google, che rispettano il requisito di quel paese e accettano i termini aggiuntivi. Per l’Italia, Google accetta tra le altre associazioni, fondazioni, cooperative sociali e ONLUS. La verifica è affidata a Goodstack. Sono esclusi gli enti governativi, gli ospedali e le organizzazioni sanitarie, le scuole e le università, con eccezioni per le loro fondazioni o divisioni di beneficenza e filantropiche.

Serve un sito per avere Google Workspace per il non profit?

Sì. Per attivare Workspace, il dominio deve portare a un sito funzionante, che corrisponda al nome dell’associazione e mostri dati come il codice identificativo, l’indirizzo o la missione. Una pagina «Prossimamente» non basta.

Quanto dura la verifica?

Google indica che la maggior parte delle richieste viene esaminata in 2-14 giorni lavorativi, verifica di Goodstack compresa, e che la revisione del dominio quando attivi Workspace richiede in genere altri 3-5 giorni lavorativi. Conta in tutto da una a quattro settimane circa.

Quanti volontari possono avere un indirizzo?

Fino a 2000 utenti, con un massimo di 300 per un account nuovo. Oltre i 300, devi contattare l’assistenza Google Workspace dalla Console di amministrazione.

Microsoft 365 è gratis per le associazioni?

Per il consiglio direttivo, sì. Rilevato a ottobre 2026, Microsoft 365 Business Basic è una sovvenzione gratuita fino a 300 utenti, solo con app web e per dispositivi mobili. Le licenze concesse sono previste solo per i dipendenti retribuiti e per il personale esecutivo non retribuito: consiglio direttivo, presidente, dirigenti. Un’associazione senza dipendenti può quindi dotare gratis il proprio consiglio direttivo. Gli altri volontari possono usare solo i piani scontati, e i soci, i partecipanti ai programmi e i donatori nessuno dei due.

Google Workspace può gestire una casella condivisa?

In parte. La delega di Gmail dà l’accesso a più persone, la casella collaborativa di Google Gruppi aggiunge l’assegnazione e uno stato Completata, e la casella condivisa nativa è indicata solo per le versioni Business. Nessuna ti dice che un’altra persona sta già rispondendo. Il confronto completo: casella condivisa con Google Workspace per un piccolo team.

Fonti:

  • Google Workspace per il non profit, offerta e prezzi: rilevato a ottobre 2026, l’edizione a 0 €, 150 partecipanti, 100 TB condivisi, Business Standard (3,40 € o 4,05 €, sconto del 75%), Business Plus (5,91 € o 7,09 €, sconto del 72%), oltre il 70% di sconto su Enterprise e il tetto di 2000 utenti per gli sconti sulle versioni Business.
  • Edizione Google Workspace per il non profit: 100 TB condivisi, 2000 utenti, il limite di 300 utenti per i nuovi account, i Drive condivisi, AppSheet Core e l’app Gemini.
  • Requisiti di Google per il non profit, Italia: le condizioni generali, le forme accettate per l’Italia (associazione, fondazione, cooperativa sociale, ONLUS, ONG internazionale registrata presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, organizzazione religiosa, altra organizzazione non profit), la verifica di Goodstack e le tre categorie escluse con le loro eccezioni.
  • Identificativi di registrazione per paese: il numero di identificazione univoco rilasciato dall’ente competente, l’assenza di una voce per l’Italia e il tempo prima che un’organizzazione registrata di recente compaia nei database ufficiali.
  • Agenzia delle entrate: il codice fiscale di enti e organizzazioni: gli enti che non svolgono attività commerciali, come le associazioni, richiedono il codice fiscale con il modello AA5/6.
  • RUNTS, Registro unico nazionale del Terzo settore: il registro telematico istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dagli artt. 45 e seguenti del Codice del Terzo settore.
  • Verifica di Goodstack: che cosa controlla Goodstack, l’indirizzo verifications@mail.goodstack.org e l’esame in 3-5 giorni lavorativi.
  • Cinque passaggi per iniziare: il pulsante «Inizia», la richiesta di accesso a un account esistente, l’esame in 2-14 giorni lavorativi, l’attivazione separata di ogni prodotto e i quattro prodotti offerti (Google Workspace per il non profit, Google Ad Grants, il Programma non profit di YouTube, i crediti Google Maps Platform), rilevato a ottobre 2026.
  • Attivare Google Workspace per il non profit: i requisiti del sito, la prova di 14 giorni senza costi, la verifica del dominio e una revisione che richiede in genere 3-5 giorni lavorativi, con possibili richieste di altre informazioni.
  • Inviare una nuova richiesta: un’organizzazione risultata non idonea può fare una nuova richiesta dopo aver risolto i problemi.
  • Usare un gruppo come casella collaborativa: l’assegnazione, la sua email di notifica, i permessi di moderazione e gli stati Completata, Nessuna azione necessaria e Duplicata.
  • Creare una casella condivisa: rilevato a ottobre 2026, le versioni supportate (Business Starter, Business Standard, Business Plus) e il rilascio in fasi.
  • Delegare e collaborare sulle email: fino a 1000 delegati su un account di lavoro, di solito 40 contemporaneamente.
  • Piani e prezzi di Microsoft 365 per le organizzazioni no profit: rilevato a ottobre 2026, Business Basic come sovvenzione gratuita fino a 300 utenti con app web e per dispositivi mobili, i prezzi IVA esclusa di Business Standard (3,03 €) e Business Premium (4,77 €), le concessioni limitate ai dipendenti retribuiti e al personale esecutivo non retribuito, gli sconti per personale e volontari, l’esclusione di partecipanti ai programmi, donatori e membri, la regola dell’85% di uso e la conferma in fino a sette giorni lavorativi.
  • Requisiti di Microsoft per il non profit: rilevato a ottobre 2026 (pagina in inglese), i ruoli esecutivi non retribuiti che possono usare le licenze concesse (consiglio direttivo, presidente, dirigenti, direttore esecutivo, direttori esecutivi dei programmi) e le offerte scontate per tutto il personale e i volontari.
  • Microsoft 365 for nonprofits: rilevato a ottobre 2026, lo sconto del 75% su Microsoft 365 Business Premium (la versione italiana della pagina rimanda a questa).
  • OVHcloud: dominio .it: rilevato a ottobre 2026, 2,99 € IVA esclusa (3,65 € IVA inclusa) il primo anno e rinnovo a 8,99 € IVA esclusa (10,97 € IVA inclusa) l’anno.
  • Gandi: dominio .it: rilevato a ottobre 2026, 4,99 € IVA esclusa il primo anno in promozione e rinnovo a 31,98 € IVA esclusa l’anno.
  • Importare le email con lo strumento di importazione dei dati: l’importazione da un account Gmail personale dalla Console di amministrazione, con accesso come super amministratore.
  • Inoltrare automaticamente i messaggi Gmail a un altro account: il link di verifica inviato all’indirizzo di inoltro e l’inoltro di tutti i nuovi messaggi tranne quelli indesiderati.

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