Le stesse email, ogni anno, per ogni componente della RSU
Quando segue le attività ricreative e assistenziali, una RSU risponde soprattutto ai colleghi: un’iscrizione alla gita aziendale, un documento che manca, una domanda sul contributo per i centri estivi, ogni tanto un rifiuto da spiegare. Il resto arriva dai fornitori che mandano un preventivo. Questa guida ti dà dieci modelli pronti da adattare, ognuno con il momento giusto per inviarlo, e le regole che un rifiuto non deve mai contraddire. Le regole citate sono quelle italiane (Statuto dei lavoratori, Testo Unico sulla rappresentanza); i modelli valgono anche se in azienda le attività ricreative le gestisce un CRAL o una commissione.
I componenti cambiano, le email restano. Il collega che scrive a marzo per la gita al parco divertimenti fa la stessa domanda dell’anno scorso, a un rappresentante che magari non era ancora stato eletto. Un modello evita di riscrivere la risposta, e soprattutto evita di dare due risposte diverse a due lavoratori nella stessa situazione, cosa che in un’azienda si nota in fretta.
Tre regole perché questi modelli non suonino come una circolare:
- Sostituisci tutto ciò che è tra parentesi quadre e aggiungi un dettaglio vero: la data, il luogo, il nome del rappresentante che segue l’attività.
- Firma con il tuo nome, «per la RSU». Un collega risponde più volentieri a Marco che a un organismo.
- Tieni le regole delle iniziative in un documento che tutti i componenti possono vedere. Il modello riporta la regola, non la inventa.
Iscrizioni e prenotazioni
1. Iscrizione ricevuta per una gita. Inviala in giornata. Il collega vuole sapere che il posto è suo, quanto deve pagare e cosa succede se rinuncia.
2. Manca un documento. Di’ esattamente cosa manca ed entro quando. «La tua domanda è incompleta» senza dettagli fa partire altre tre email.
3. Promemoria prima di una scadenza. Per il contributo ai centri estivi, il rimborso dei libri scolastici o le prenotazioni per la festa di fine anno. Una data, un’azione, un link.
Prima di mandare questo promemoria a tutti, verifica quale canale puoi usare. Lo Statuto dei lavoratori (art. 25) garantisce alle rappresentanze il diritto di affiggere comunicazioni in spazi che il datore di lavoro deve mettere a disposizione, accessibili a tutti i lavoratori. La mailing list aziendale non è in quell’articolo: per scrivere a tutti attraverso le liste dell’azienda, mettiti d’accordo con l’azienda, e per usare l’indirizzo personale di un collega chiediglielo prima. Decidilo una volta, all’inizio del mandato, non il giorno prima della scadenza.
Dire di no, e spiegare la regola
4. Un rifiuto spiegato. Il caso più frequente: la scadenza è passata, oppure l’iniziativa non rientra nel budget di quest’anno. Indica la regola, poi indica cosa è ancora possibile.
Un rifiuto non può poggiare su un criterio qualsiasi. L’articolo 11 dello Statuto dei lavoratori prevede che le attività culturali, ricreative e assistenziali promosse nell’azienda siano gestite da organismi formati a maggioranza dai rappresentanti dei lavoratori. Le regole le decide quindi un organismo in cui i rappresentanti dei lavoratori sono in maggioranza, e per questo conviene che siano scritte e uguali per tutti. Il tipo di contratto non è un buon criterio: il decreto legislativo 81/2015 riconosce al lavoratore a tempo determinato il trattamento economico e normativo dei colleghi a tempo indeterminato comparabili (art. 25), e stabilisce che il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole di un collega a tempo pieno di pari inquadramento (art. 7). Per entrambi, la legge prevede che il trattamento sia proporzionato al tempo lavorato.
Se il vostro regolamento contiene ancora condizioni come un’anzianità minima, rileggile alla luce del contratto collettivo e della legge prima di scriverne una in un rifiuto. Nel dubbio, chiedi alla tua organizzazione sindacale.
5. Un collega a tempo determinato o part-time chiede se ne ha diritto. La risposta è sì, e merita di essere detta chiaramente.
Se il regolamento rapporta l’importo alle ore lavorate, dillo nella stessa email, con la cifra: meglio saperlo subito che scoprirlo al momento del pagamento.
Situazioni personali
6. Un collega scrive del suo reddito o della sua situazione familiare. Un contributo legato all’ISEE, una separazione, un figlio a carico da documentare. L’email arriva all’indirizzo della RSU, che leggono più persone. La risposta dice chi se ne occuperà e chiede solo ciò che serve.
Non è una gentilezza in più. Appena un contributo dipende dal reddito o dalla famiglia, la RSU riceve dati personali dei colleghi, e li riceve per email, all’indirizzo che leggono più rappresentanti. Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati, pubblicato in italiano dal Garante per la protezione dei dati personali, chiede che i dati siano limitati a quanto necessario rispetto alle finalità (minimizzazione) e conservati non oltre il tempo necessario a raggiungerle (limitazione della conservazione).
In pratica: non inoltrare quell’email a tutti i componenti, non citarla nel verbale e non tenere i documenti più a lungo di quanto serve per l’iniziativa.
Fornitori
7. Rispondere a un preventivo. Il fornitore vuole sapere quando deciderete. La RSU decide insieme, spesso in riunione: dillo, con una data.
8. Declinare l’offerta di un fornitore. Breve e cortese. Lo stesso fornitore potrebbe rispondere alla vostra prossima richiesta di preventivi.
Assemblee e verbali
9. Prossima assemblea dei lavoratori. Un’email ai colleghi perché possano proporre una domanda prima dell’assemblea. L’articolo 20 dello Statuto dei lavoratori riconosce il diritto di riunirsi in assemblea nel luogo di lavoro, anche durante l’orario, nel limite di dieci ore annue retribuite (i contratti collettivi possono prevedere di più), con un ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro.
10. Verbale disponibile. Mandala solo quando il verbale è stato approvato. Il Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 prevede che le decisioni della RSU siano prese a maggioranza; chi redige il verbale, chi lo firma e come si diffonde lo decide il vostro regolamento interno. Rispettalo, e non far circolare una bozza.
Chi risponde a quale email
I modelli risolvono cosa scrivere. La domanda che fa davvero male in una RSU è chi lo scrive. Su un indirizzo letto da cinque rappresentanti, lo stesso collega riceve due risposte diverse a un giorno di distanza, oppure nessuna, perché ognuno pensava che se ne occupasse un altro. E un’email su una situazione personale resta visibile a chiunque abbia la password.
Una regola semplice aiuta già, senza alcuno strumento: un rappresentante per attività (gite, centri estivi, contributi assistenziali), scritto nel documento delle regole condiviso. Descriviamo altre abitudini per evitare le risposte doppie in un team. Ma una regola scritta non ti dice chi ha risposto ieri sera, né se il documento mancante è arrivato.
È quello che fa Trupeo. Colleghi l’indirizzo che la RSU usa già (Gmail, Outlook, Microsoft 365 o qualsiasi casella IMAP). Ogni rappresentante ha il proprio accesso, senza password condivisa. Su ogni email vedi chi se ne occupa (basta un clic su «Me ne occupo io» per prenderla) e chi sta scrivendo una risposta. Le note per il team restano accanto alla conversazione: «documento ricevuto il 12, in attesa del bonifico». Gli ambiti tengono le email delicate tra pochi rappresentanti: un membro limitato ad alcuni ambiti vede solo le conversazioni inserite in quegli ambiti. I componenti della RSU restano in carica tre anni: dopo ogni elezione inviti i nuovi rappresentanti e togli l’accesso a chi esce. Per l’indirizzo, leggi quale indirizzo email scegliere per la RSU e il passaggio della casella a fine mandato.
Il prezzo è per casella collegata: 10 € al mese IVA esclusa per 2 persone, 20 € al mese IVA esclusa da 3 persone in su, che la RSU abbia tre componenti o dodici, e ogni piano comprende tutte le funzioni. I dettagli sono nella pagina dei prezzi, e cosa fa Trupeo per i rappresentanti è nella pagina dedicata alle rappresentanze sindacali. Per altri modelli, leggi i nostri modelli di risposta ai clienti per le piccole imprese e i nostri modelli di email per le associazioni.
Domande frequenti
La RSU può scrivere a tutti i lavoratori sul loro indirizzo aziendale?
Lo Statuto dei lavoratori (art. 25) garantisce alle rappresentanze il diritto di affissione negli spazi che il datore di lavoro deve mettere a disposizione. Per scrivere a tutti attraverso la mailing list aziendale, mettiti d’accordo con l’azienda; per l’indirizzo personale di un collega, chiedigli prima il permesso. Rispondere a un collega che ha scritto alla RSU non pone il problema.
Un’iniziativa può essere riservata ai lavoratori a tempo indeterminato?
Meglio di no. Il decreto legislativo 81/2015 riconosce ai lavoratori a tempo determinato il trattamento economico e normativo dei colleghi a tempo indeterminato comparabili, e vieta di trattare i part-time in modo meno favorevole dei colleghi a tempo pieno di pari inquadramento: escluderli andrebbe contro questo principio. L’importo può però essere proporzionato al tempo lavorato.
Quanto dura il mandato della RSU?
Tre anni. Secondo il Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014, i componenti della RSU restano in carica per tre anni, al termine dei quali decadono automaticamente; chi si dimette è sostituito dal primo dei non eletti della stessa lista. Per questo gli accessi alla casella vanno rivisti a ogni rinnovo.
Chi deve leggere un’email in cui un collega parla del suo reddito?
Solo i rappresentanti che ne hanno bisogno per riconoscere il contributo. Dillo al collega nella risposta, chiedi solo il documento che serve e non far girare l’email in tutta la RSU.
Quando la RSU può diffondere il verbale di una riunione?
Quando è stato approvato. Le decisioni della RSU si prendono a maggioranza, come prevede il Testo Unico sulla rappresentanza; chi firma e diffonde il verbale lo stabilisce il vostro regolamento interno.
Fonti:
- Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori), art. 11 (Normattiva): le attività culturali, ricreative e assistenziali promosse nell’azienda sono gestite da organismi formati a maggioranza dai rappresentanti dei lavoratori.
- Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori), art. 20 (Normattiva): il diritto di assemblea nell’unità produttiva, nel limite di dieci ore annue retribuite, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro, e la possibilità per i contratti collettivi di stabilire condizioni migliori.
- Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori), art. 25 (Normattiva): il diritto di affissione delle rappresentanze sindacali in appositi spazi che il datore di lavoro deve mettere a disposizione, accessibili a tutti i lavoratori.
- Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, art. 25 (Normattiva): al lavoratore a tempo determinato spetta il trattamento economico e normativo dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili, in proporzione al periodo lavorativo prestato.
- Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, art. 7 (Normattiva): il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole del lavoratore a tempo pieno di pari inquadramento, e il suo trattamento è riproporzionato alla ridotta entità della prestazione.
- Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 (Confindustria, CGIL, CISL, UIL, PDF pubblicato da ANCE): i componenti della RSU restano in carica per tre anni e poi decadono automaticamente, la sostituzione con il primo dei non eletti della stessa lista, le decisioni della RSU assunte a maggioranza.
- Regolamento (UE) 2016/679, testo arricchito con i considerando (Garante per la protezione dei dati personali): l’art. 5, par. 1, lettere c) ed e): dati limitati a quanto necessario rispetto alle finalità («minimizzazione dei dati») e conservati per un tempo non superiore al conseguimento delle finalità («limitazione della conservazione»).